-la casa a bruxelles con i cani che ti saltavano addosso, le bambine, i peluches che mi nascondevano nel letto e le patatine fritte. -disperarsi ogni sera ad amsterdam perché non avevamo mai idea di cosa mangiare e dove -passare ore e ore al giorno a leggere harry potter all’elba parlando solo di quello -la casa dell’elba, il letto dell’elba, l’aria dell’elba, le torte a mezzanotte giù al bar dell’elba -andare in motoscafo alle eolie quando c’era il mare piatto che ci sembrava di volare -la lotta tutte le sere per chi si doveva fare la doccia prima e in che bagno alle eolie, poi dopo le cene buonissime da scoppiare e le battaglie per poter uscire sempre fino a più tardi -andare alle sei del mattino in bagno, sempre alle eolie, dover passare dal giardino e vedere i conigli nell’erba, all’alba -lo stage in piemonte, tutto dello stage. Le litigate mostruose con quelli dell’hotel perché facevamo troppo casino, le mille puntate al supermercato per comprare i mikado i wafers le red bull eccetera, la notte in cui siamo stati tutti insieme e poi i prof ci hanno sgamati e hanno chiamato i genitori a casa, il fatto che eravamo sempre amici, tutti e sempre -i pomeriggi al lemon bar a bologna a cazzeggiare, e le serate a ballare come degli spastici canzoni tamarre -rovesciarmi bottigliette d’acqua in testa in giro per venezia
e tutte quelle altre mille cose. Lo so che nessuno leggerà questo post, è eterno, noioso e scritto male, ma è l’una di notte e poi sentivo il bisogno di scriverlo solo per me.